Ricerca di pacchi batterie ricaricabili

Molti strumenti portatili e gadget attuali sono alimentati con pacchi batterie al NiMH o al litio  (le batterie al NiCad sono state generalmente accantonate da tempo).  A molti non piace il fatto che le batterie ricaricabili abbiano una durata limitata e che a volte debbano essere sostituite.

La vita tipica dei pacchi batterie al litio o al NiMH è di circa 500 ricariche o 2-3 anni; dopo questo tempo, l’autonomia inizia a diminuire perché le celle iniziano a deteriorarsi.

Il modo in cui vi prendete cura dei vostri pacchi batterie ricaricabili influisce sulla loro vita utile.

In particolare, esporre un pacco batterie in carica a qualunque forma di calore esterno non è una buona idea e nel migliore dei casi ne riduce la durata o lo deforma, rendendolo inutilizzabile.  Nel peggiore dei casi, potrebbe provocare un incendio!

Nota: Occorre leggere sempre le istruzioni dei caricabatterie e prestare particolare attenzione agli avvisi e alle precauzioni per la salute e la sicurezza.  Diamo tutti per scontato il caricamento dei pacchi batterie.

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Caricabatterie Solo 726 e pacco batterie Solo 760

Alcuni caricabatterie, come il Solo 726 (e il vecchio Solo 725), realizzati appositamente per caricare i nostri pacchi batterie e quelli utilizzati per alimentare il Testifire, il rilevatore di calore Solo 460 e lo Scorpion, prevedono sia il collegamento alla rete elettrica che l’alimentazione a 12 V CC.  Possono quindi essere caricati mentre ci si sposta in auto o in furgone, oppure in sede.

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Quando si carica il pacco batterie su un veicolo, è prassi abbastanza comune posizionare caricabatterie e batteria nel vano per i piedi e se all’esterno fa freddo, il riscaldamento del veicolo potrebbe essere impostato al massimo, con il calore orientato verso il vano per i piedi.  La batteria si surriscalda rapidamente e questo può provocare danni alle celle o, in casi estremi, la deformazione fisica dei pacchi batterie.

In altri casi, una batteria in carica potrebbe essere posizionata inavvertitamente alla luce solare diretta, vicino a una fonte di calore o anche caricata all’interno di un manicotto isolante in una borsa, provocando il surriscaldamento delle celle, danni al pacco batterie e una riduzione della sua vita utile.

Sui nuovi pacchi batterie Solo 760 è indicata la data di produzione, quindi è più facile conoscerne l’età per avere un’idea di quando è necessario sostituirli.  È possibile verificare il numero di lotto di un pacco batterie Solo 760; se è precedente a W26729 è stato prodotto prima del 2010 e potrebbe essere necessario sostituirlo.

Investite nella vostra risorsa più preziosa: i tecnici

Gestire un team di tecnici di assistenza e soddisfare le esigenze dei clienti possono essere attività intense e impegnative.  Come in tutti i settori, l’attenzione è focalizzata più frequentemente sulla crescita dell’impresa in termini di fidelizzazione dei clienti e nuove attività, quindi spesso aspetti come la formazione del personale non hanno la priorità.

Il valore della formazione non deve essere sottovalutato. Come responsabili (incaricati dell’assistenza), certamente vorrete essere sicuri che il vostro team di tecnici disponga di conoscenze aggiornate sulle modifiche alle norme e alle leggi, sulle procedure ottimali e sui prodotti.  A questo scopo, dovete investire tempo e denaro nelle vostre risorse più preziose: i tecnici (gli addetti ai sistemi antincendio).
Sono molti i motivi per cui dovete assicurarvi che la formazione dei vostri tecnici non venga trascurata o dimenticata.

Standard

Nel Regno Unito, lo standard BS5839 Parte 1 è stato aggiornato l’ultima volta nel 2013 con una serie di modifiche importanti, che includono variazioni della definizione della persona competente (tecnico addetto ai sistemi antincendio); l’espressione “formazione necessaria” è stata sostituita con “formazione rilevante e aggiornata”, implicando che la formazione rappresenta un impegno costante e senza fine, nell’ottica dello sviluppo professionale continuo (Continuing Professional Development, CPD).

CPD (Sviluppo professionale continuo)

Gli obblighi relativi al CPD sono comuni a molte professioni parallele e ora si assiste a un numero sempre maggiore di corsi di formazione CPD certificati per il settore antincendio.  È necessario che più aziende che offrono servizi relativi a progettazione, installazione, messa in servizio e manutenzione dei sistemi antincendio si iscrivano e si impegnino per il CPD, per dimostrare la propria professionalità (associata al CPD) ai loro clienti.    Quindi, pensateci.  È un modo per prendere l’iniziativa e distinguersi dalla concorrenza.

Formazione sui prodotti

Molti produttori (di prodotti antincendio) offrono corsi di formazione, solitamente gratuiti; un modo eccellente (e conveniente) per mantenere “rilevante e aggiornata” la conoscenza dei prodotti.  Vale la pena consultare i siti Web dei produttori per capire come può essere la formazione. Di solito sono disponibili corsi programmati e a volte, se disponete di un numero sufficiente di tecnici da iscrivere, i formatori dei produttori potrebbero essere disposti a recarsi presso la vostra sede e a tenere un corso standard o personalizzato in base alle vostre esigenze, spesso a costo zero.  In alcuni casi la formazione è disponibile online, in un formato più semplice da adattare al vostro intenso programma operativo, limitando l’interruzione delle attività.

Partecipando ai corsi di formazione sui prodotti organizzati dai produttori, i vostri tecnici dell’assistenza possono acquisire maggiore sicurezza quando lavorano sui rilevatori, i pannelli, i segnalatori acustici, i trasmettitori e le attrezzature per test con cui hanno a che fare ogni giorno.  Questo consentirà loro di continuare a fornire il miglior servizio possibile ai clienti e di dimostrare la conformità agli standard.

Formazione sugli standard

Nonostante i corsi di formazione sui prodotti organizzati dai produttori spesso trattino anche gli standard e a volte le disposizioni di legge nell’ambito della formazione sul prodotto e nonostante alcuni siano certificati CPD, la formazione accreditata sugli standard antincendio (BS5839) e sulle leggi, l’Ordinanza sulla riforma della regolamentazione (sicurezza antincendio) del 2005 deve essere ottenuta da enti di formazione riconosciuti da enti esterni che dispongono di formatori qualificati. La maggior parte delle associazioni di categoria che trattano la sicurezza antincendio offrono formazione accreditata sugli standard e sulle norme in relazione alle attività principali: progettazione, installazione, messa in servizio e manutenzione di un sistema di rilevamento antincendio.

Formazione sulla salute e sulla sicurezza

La legge per la salute e la sicurezza sul lavoro del 1974 richiede ai datori di lavoro di fornire ogni tipo di informazioni, istruzione, formazione e supervisione necessaria a garantire, per quanto ragionevolmente possibile, la salute e la sicurezza sul lavoro dei suoi dipendenti, i vostri tecnici dell’assistenza.  (Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Web dell’HSE - http://www.hse.gov.uk/pubns/indg345.pdf,)

Un’operazione ad alto rischio è quella in cui i tecnici dei sistemi antincendio devono lavorare in altezza per la messa in servizio o la manutenzione dei sistemi antincendio. (La norma del Regno Unito per la sicurezza del lavoro in altezza del 2005 - http://www.hse.gov.uk/work-at-height/the-law.htm) La formazione su qualunque tipo di attrezzatura per l’accesso in altezza viene trascurata spesso, anche per quanto riguarda le aste di accesso per l’attrezzatura di test.  Come datori di lavoro, se non rispettate la norma per la sicurezza sul lavoro in altezza del 2005 potreste correre seri rischi in caso di incidente.

Detector Testers (No Climb Products Ltd) offre un corso di formazione online gratuito sull’utilizzo sicuro delle aste di accesso in altezza Solo.  Il corso dura circa 30-40 minuti, richiede al tecnico di registrarsi e di accedere al materiale didattico. Al termine, è prevista una breve serie di domande a scelta multipla. I partecipanti che lo superano ricevono un certificato.

Coloro che preferiscono i corsi di formazione tradizionali in aula, possono semplicemente contattarci per ulteriori informazioni.

È in grado di testare sensori multipli? Sì. Fa solo questo? No.

Un mito da sfatare a proposito del Testifire è che lo strumento sia progettato per il test dei rilevatori a sensori multipli e che sia inutile se non lo si utilizza per questi tipi di rilevatori.

La realtà è decisamente diversa.  Certo, la capacità del Testifire di testare la funzionalità dei rilevatori di fumo e calore (modelli per CO disponibili su richiesta) lo rende perfetto per il test dei rilevatori a sensori multipli, specialmente perché è in grado di testarli in modo indipendente o contemporaneamente.  Tuttavia, il fatto che possa testare fumo, calore o CO in modo indipendente implica che è altrettanto idoneo per l’utilizzo con i rilevatori a sensore singolo.

Cosa significa questo?  In sostanza, se testate solo rilevatori di fumo, Testifire può comunque essere un’ottima scelta e quando lavorerete in un sito dotato di rilevatori di calore o di CO non sarete impreparati.  Non sarà necessario sostituire le unità di testa, quindi avrete meno materiale da trasportare e vi potrete spostare più facilmente e velocemente all’interno del sito.

Cos’altro?  Ebbene, il Testifire dispone della modalità di “pulizia”, ovvero il fumo viene rimosso dall’area del rilevatore al termine del test.  Questo risolve il problema degli allarmi ripetuti e, ancora una volta, vi permette di muovervi più velocemente nel sito.

C’è dell’altro.  Il modo in cui il Testifire genera il fumo lo rende compatibile con moltissimi rilevatori.  Tornando al test dei rilevatori di calore, prevede anche un’impostazione di alta temperatura che consente di testare rilevatori fino a 100 °C, operazione impossibile con il tester di calore senza fili Solo.

Le buone notizie. Non dovete necessariamente testare rilevatori a sensori multipli per utilizzare il Testifire.  Tutti i vantaggi che offre (insieme ad altri non menzionati qui), sono rilevanti e accessibili a chiunque debba testare rilevatori (a sensore singolo e/o multiplo).

Test dei rilevatori antincendio a basse temperature ambiente

Test dei rilevatori di fumo con bombolette di fumo

Nei mesi invernali più freddi e mentre indossate cuffia e guanti di lana per tenervi caldi, vale la pena tenere in considerazione che anche le bombolette di fumo per aerosol si possono raffreddare.

Basse temperature implicano che se le bombolette vengono lasciate senza protezione dal freddo, le basse temperature possono renderle meno efficienti. Le bombolette di fumo non producono particelle di fumo delle dimensioni adatte quando la temperatura è inferiore a 10 °C (50 °F). Questo si verifica spesso, ad esempio quando le bombolette vengono lasciate nel retro del furgone per tutta la notte o in un edificio non riscaldato. Quindi, prima di utilizzare la bomboletta per aerosol è bene lasciarla riscaldare per un certo tempo.

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SUGGERIMENTO: Se lasciate la bomboletta di fumo nell’automobile o nel furgone per tutta la notte, fatela riscaldare per un certo tempo o provate a scaldarla tenendola in tasca per 30 minuti, in modo che possa tornare alla temperatura ambiente.

Attenzione: Le bombolette di aerosol pressurizzate non devono essere esposte alla luce solare diretta o a temperature superiori a 50 °C.

È bene sapere che la nostra gamma di tester Testifire, che si avvale di capsule di fumo anziché di bombolette aerosol, non presenta nessun problema nella produzione di fumo a basse temperature.

Test dei rilevatori di calore

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Le basse temperature possono creare problemi anche quando si testano i rilevatori di calore.  I tester di calore alimentati a batteria come il Solo 460 e la gamma Testifire devono funzionare più intensamente per raggiungere la temperatura di attivazione del rilevatore.  Di solito questo non è un problema se la temperatura di attivazione è bassa, ma può essere complicato per i rilevatori di calore da 90 e 100 °C (194 e 212 °F).

Suggerimento: Ruotare i tester Solo 460 o Testifire attorno al rilevatore di fumo, può essere d’aiuto con alcuni design che utilizzano termistori doppi o decentrati.

Nota: Il Solo 460 ha un’erogazione di calore nominale di 90 °C, mentre il Testifire è in grado di raggiungere i 100 °C